La storia
Questa è la sede del calcio mercato, dove ogni allenatore si siede nella rispettiva postazione e comincia a bruciarsi dal primo pomeriggio fino a notte inoltrata, per piazzare i suoi "colpi".
Quindici anni fa, nel lontano settembre 1994, finiti i mondiali americani e finito anche il culo di Sacchi, tre persone apparentemente normali si riunirono nell'ormai famosa taverna del futuro presidente Matteo Veratti a San Giovanni Ilarione, per fare da cavie di un gioco che nove anni dopo è diventato un fenomeno di costume che appassiona e ossessiona ora dodici allenatori (tralasciando i caduti per strada) e le persone che le stanno attorno.
Il fantacalcio può diventare un'ossessione soprattutto in quelle fresche serate d'agosto dove non ci si vuole perdere neanche la differita della più inutile delle amichevoli per cercare di cogliere indicazioni e auspici sui calciatori che potrebbero entrare a far parte della nostra rosa e portarci all'agognata conquista del titolo di campione d'Italia, tanto che alcuni hanno osato ritirarsi dalla Taverna '94. Siamo certi che se ne pentiranno ma ormai hanno fatto la loro scelta ed il loro posto è stato prontamente occupato dai primi pretendenti in lista d'attesa.
E' stata una divertente avventura e, per quanto mi riguarda, continuerà ad esserlo. Sono fiero di aver trasmesso agli altri la mia passione e non ho alcuna intenzione di smettere di giocare al "gioco più bello del mondo, dopo il calcio".
Qui è il famoso bar di Forte Crest, dove si finge di offrire da bere ad un collega, solo per trattare in privato...un'offerta clamorosa!
Le altre due persone che insieme a me hanno creato il primo campionato, a quel tempo a sei squadre, sono Aristide Damini e Thomas Cengia. E se il primo è ancora al mio fianco fieramente, il secondo non è riuscito a reggere quel tenore di vita di un fantallenatore e ha mollato. Il fatto che il numero delle squadre iscritte sia raddoppiato è il risultato più bello della mia avventura (...e da un po' di anni siamo addirittura a 14 squadre...). Ogni anno 2 o 3 persone mi chiedono di entrare, ma tocca mettersi in fila e aspettare anche per anni prima di entrare nel club.
Dovrei fare una lunga lista per ringraziare tutti coloro che hanno aderito e che partecipano tutt'ora al "mio" fantacalcio, sopportando i miei richiami e aiutandomi a migliorare questo gioco, se ancora si vuole chiamarlo tale. Ma per non rischiare di dimenticare qualcuno, faccio un ringraziamento generale con un rinnovato augurio di "buona fortuna". L'unica eccezione la faccio per mio cugino Marco Marchesini, colui che mi ha fatto conoscere il gioco, e che finalmente ho avuto la possibilità di sfidare... Intanto grazie.
In questi quindici anni ho provato la gioia della vittoria e il dolore della sconfitta e tutte le sensazioni di mezzo. Ho vinto sei volte lo scudetto (ormai sono irraggiungibile), sono andato in B due volte. Ho dato dimostrazioni di fiuto fantacalcistico e acquistato bidoni colossali. Ho azzeccato tutto e sbagliato tutto. E nei prossimi quindici anni rifarò tutto ciò, errori compresi.
Il Presidente
Matteo Veratti
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