Rubrica dei saggiCalcio e non solo, a cura di Sorio A, Corradi, Avesini.

 

 

 


art. 44 - 20 febbraio 2020

 

IL RIVER FRENA, MA LE ALTRE DORMONO. CHE BAGARRE SALVEZZA!

Eccoci qua! Eccoci qua! Cercando di mantenere un minimo di regolarità, ci ritroviamo qui a scrivere sull’andamento attuale del campionato. C’eravamo lasciati con un River inarrestabile, con Newcastle e AEK all’inseguimento disperato e con qualche squadra nei bassifondi data per spacciata. Eppure, qualcosa, anche se non tutto, è cambiato…

Il River sembra incontrare le prime difficoltà del suo strepitoso campionato. Due sconfitte nelle ultime due gare potrebbero suonare come un campanello d’allarme. In realtà non è così. Prima di tutto, Veratti Jr è riuscito a battere il Gent nel recupero della quindicesima giornata. In secundis, questa sconfitta è arrivata a causa dello stato di grazia del (culone) Saprissa, in grado di schiaffeggiare per ben sei volte la capolista, nonostante i tre giocatori a segno per la squadra del presidentissimo. In terzis… cioè per ultimo, Newcastle e AEK decidono di prendersi una pausa e rosicchiano un misero punto alla capolista, gettando all’aria una occasione incredibile. Il Newcastle impatta a Leicester per 1-1, tradito da un Ronaldo che ha scelto una domenica di pausa. L’AEK, invece, manda in vacanza le punte e non va oltre uno scarno 0-0 in casa contro un pacifico Neuchatel.

Capita quindi che ad approfittarne è uno spietato Saprissa del duo Damini-Leaso, che divora due punti al gruppetto al secondo posto. I due playboy dell’est veronese vogliono ancora dire la loro in questo campionato, anche a costo di sacrificare giocatori storici, come è stato per Mertens, scambiato (attualmente) con successo con il meno famoso Tutino.

Scoppola non indifferente per la Samp di Magosso, che subisce in casa il ritorno veemente di un Dortmund sulla strada per la rinascita. Petagna e Palomino fanno saltare i nervi all’unico presidente mai retrocesso, che in conferenza stampa attacca Atti di giocare fino alla morte solo contro la Sampdoria. La risposta di Avesini non si è fatta attendere: “vai a fare in c*** te e tuo fratello!”.

Rimane a 38, come la Samp, il Benfica di un Cinquino che vola sempre basso ma che resta sempre in alto. Pochi effetti hanno avuto la batosta, perché sempre di batosta si tratta, ricevuta sul campo del Chernomorets, avvenuta sotto le bordate di Frattesi, Dybala, Nzola e Cuadrado. Il Fetta, sempre più prossimo (dice lui, per poi ritrattare mille volte) al ritiro, accorcia pertanto la forbice in classifica tra le due squadre (33 punti per il Cherno), anche se la distanza di 5 punti rimane importante.

Sale, piano piano, l’Oldham di Dalli Cani - Porceddu, coppia esordiente e terribile, in grado di inanellare e di pubblicizzare l’acquisto di pg come nessuno prima. Ma a portarli in alto è ancora una volta Cyrus Motionless (altrimenti detto Ciro Immobile), con il decimo rigore stagionale siglato, grazie al quale abbattono il Gent, per il quale non basta la doppia di Palombi dalla panchina.

Un punto dietro (31, contro i 32 dell’Oldham) sta il Leicester, che strappa, come già detto, un punto alla corazzata Newcastle e consolida la posizione esattamente a metà classifica, lontano dalla zona calda della retrocessione. Lontano è anche il Torpedo del buon Edu, che pareggia in casa 0-0 contro un QPR a corto di idee e di gol. Edu in tal modo evita l’avvicnarsi pericoloso della squadra inglese, che resta quindi a -6 (30 punti Torpedo, 24 QPR). Giacomelli e Ugolini condividono la posizione con il presidente Brida, che grazie alla fiducia posta in giocatori letteralmente scartati da altri sta strappando punti a destra e a sinistra (per par condicio): vittima questa volta è stata l’AEK, in difficoltà sul proprio campo.

Fermo, pietrificato e ammutolito rimane l’Huracan a 22, che guardandosi indietro si ritrova il nemico-amico Vinny attaccato alle chiappe come una sanguisuga, dopo la vittoria nel derby della bella vita per 0-2. Alla squadra argentina, vincitrice della Champions League solo una paio di anni fa, manca a quella verve che l’ha contraddistinta negli ultimi anni: si punta tutto su Trotta, dopo che Higuain ha smarrito la via della rete. Il Pachuca, dal canto suo, riparte come una Ferrari, forte di un Rebic sempre più protagonista e di qualche coniglio tirato fuori dal cilindro (leggasi Majer).

A 22 ci sono anche Borussia Monchengladbach (se si scrive così) e Napoli, che hanno appena giocato uno scontro diretto divertente, terminato a vantaggio dei napoletani per 3-1. Non basta la doppia di Chiesa al neo papà Rizzi (in fondo chi se ne frega, dato l’arrivo del nuovo ds in casa del gelataio matto): Corradi all’ultimo respiro indovina la mossa e schiera Asencio al posto di un trequartista e viene ripagato da una doppietta dell’attaccante che fa rinascere i partenopei.

Immobile (in tutti i sensi) rimane il Gent a 19 punti, bloccato da un Oldham indemoniato. Lo zio questa volta viene tradito dai suoi gioielli (Boga su tutti) e vede avvicinarsi minaccioso il Dortmund di Avesini, che ha stupito, tramortito e superato a Genova la Samp di Magosso. Atti, seppur ancora lontano dai playout (distano 6 punti attualmente, dato che la squadra tedesca è a 16 punti), ha preso fiducia grazie agli ultimi risultati e mira ad una rimonta fino a qualche settimana fa impensabile.

Ora che avete letto, tornate pure alle vostre polemiche futili in chat. Noi ci rivediamo presto.. sempre e solo se vince il napoli.

 


art.43 - 6 febbraio 2020

RIVER A TUTTA VERSO IL TRIONFO! AEK E NEWCASTLE UNICHE SPERANZE

 

Si dai ditelo pure: “eh adesso che il Napoli ha vinto, ecco di nuovo il Sombrero!”. Beh, a parte che lo avevo dichiarato (“il Sombrero uscirà quando il Napoli vincerà” e “il Sombrero uscirà con Sanremo”, cose che sono fortunatamente coincise), e comunque voglio anche dirvi che queste sono tutte maldicenze. Semplicemente il tempo era quello che era, con casa nuova, lavoro, problemi (che gli altri, come dice Avesini, hanno visto solo sul libro di matematica) e tante altre cose. Ad ogni modo, se la pensate diversamente, scrivete pure il vostro pensiero sulla chat delle boiate.

Concentriamoci sul campionato. Ecco, vedendo chi si trova al primo posto, forse era meglio non fare uscire questo editoriale. Il River Plate, dobbiamo dirlo, appare inarrestabile. Neanche la partenza del nuovo Pepin, Machin, sembra scalfire la forza di questa squadra, data per spacciata da ben tre presidenti, ma in grado di far leggere la targa attualmente a tutti quanti. Ha pure indovinato la tonsillite di Conti, che ha permesso l’entrata di Faraoni in campo con conseguente gol nell’ultima giornata. Voci di corridoio parlano di un ritorno del bonus presidenza e alcune malelingue sostengono la tesi complottista di oscure trame dietro le quinte. Noi personalmente non ci crediamo, ma anzi tifiamo per il presidentissimo, se non altro per sfasciargli casa se dovesse arrivare lo scudetto…

Non siamo tuttavia sicuri che questo vantaggio (ben 5 punti) possa resistere. Anche perché dietro c’è un AEK che pare aver trovato quella continuità mai raggiunta negli anni scorsi. Lukaku è una forza della natura, Nainggolan appare tornato sui livelli che lo hanno reso celebre e la difesa è top. Intanto si preparano a ricevere in Alto Adige i fantapresidenti che hanno aderito alla iniziativa, tra cui il presidentissimo: chissà che i fratelli Marchesini non gli mettano del Guttalax nel piatto.

Il Newcastle, fermato inspiegabilmente dallo zio nell’ultima giornata, non vuole comunque stare a guardare e lavora sotto traccia per rimontare uno svantaggio dovuto ad un inizio troppo rallentato da sfighe e da numerosi gol subiti. Poi si sono svegliati Ilicic e Ronaldo, due che segnano anche quando non si gioca. Ma parliamo anche di Joao Pedro? Che acquisto è stato? Magari con i suoi gol soffierà lo scudetto (ancora una volta) all’AEK, che si sta mangiando le mani per aver fatto partire l’attaccante brasiliano.

Girano a 34 punti (-10 dalla vetta) Saprissa e Benfica. Damini e Leaso (due che maledicono giorno dopo giorno Magosso per l’affare Ricci, “un Messi in serie B” sparito dai radar dopo queste dichiarazioni) sono incavolati neri con la situazione napoletana, visto che Milik e Mertens non sembrano avere i numeri degli scorsi anni. Ma anche Savic, Matuidi ed altri stanno deludendo le attese. Il mercato ha visto un grosso investimento su Caicedo e Tutino, in modo da avere altre bocche di fuoco per tentare la scalata che tarda ad arrivare. Sorpresa è invece il Benfica, che pur senza un attacco quotatissimo, si trova in alto, forse ad un livello che neanche Cinquino si aspettava. Ma lui se la gode nella stagione della rinascita, gettando le basi per costruire squadroni negli anni futuri.

A 32 punti c’è la Samp di crisantemo Magosso, che sta facendo vittime con un ritmo che neanche la grande Mietitrice riuscirebbe a sostenere. Da Ricci a Piatek, le macumbe del Mago sono una sentenza vera e propria. E tra un sorriso sornione e una battuta provocatoria, intanto si accaparra i giovani più interessanti del panorama nazionale. I titoli sono ancora lontani (forse), ma al momento giusto la Samp tornerà in vetta e su questo potete scommetterci.

Sotto i 30 punti, a 29 per l’esattezza, c’è il Chernomorets di un rassegnatissimo Sorio, pronto più che mai a dire addio al fantacalcio. Vorrebbe trovarsi un ds, cosa non facile, ma è talmente stanco e stufo che non ha le forze di fare neanche quello. Nella prima parte di stagione, grazie a diverse pianginate, è riuscito ad inanellare una serie di vittorie importanti, ma ultimamente le polveri sembrano parecchio bagnate. La squadra dell’est Europa è tampinata dal Leicester a 28 punti: dopo un inizio drammatico, Cantone ha ritrovato i gioielli che avevano trasformato il suo team in una favola. E pazienza se Pinamonti ad oggi è stato una delusione: il Leicester punta a salvarsi il prima possibile, per poi puntare almeno all’Europa League.

Ormai quello della Europa B sembra essere diventato un obiettivo primario anche l’Oldham del presidente Dalli Cani e del ds Porceddu. E non potrebbe essere altrimenti dopo gli acquisti di Immobile in estate (vero affare stagionale) e di Ibrahimovic nell’ultima finestra di mercato. La squadra inglese ha ora 27 punti con soddisfazione di Dalli Cani, che piange, però, i troppi gol subiti dai difensori avversati, ritenuti “sfiga vera e propria”.

Bloccato a 26 c’è il Torpedo, con il buon Edu ad una distanza di sicurezza dalla zona retrocessione, ma per niente tranquillo vista la mancanza di una vittoria da ben tre giornate. Gomez, Muriel e Ragusa: su questi Edu basa la sua idea di calcio, fatta di spettacolo e reti. I tre sono anche stati visti nella sua cantina a programmare la restante stagione…

Entriamo nella zona calda, con tre squadre a 22 punti. L’Huracan sperava di trovarsi sicuramente più in alto, anche se da inizio anno il suo presidente Vicentini continua a parlare di retrocessione imminente e di squadra sull’orlo del baratro. In effetti l’acquisto di Higuain non ha portato i risultati sperati, con soddisfazioni che arrivano prevalentemente solo da Pasalic e Galano. Peggio ancora il QPR, dato da tantissimi come sicuro nei primi tre, ed invece vittima di infortuni (Zapata) e della maledizione del numero 9 al Milan (Piatek, appena emigrato all’estero e già in gol). Inoltre Zielinski e Fabian Ruiz sembrano fantasmi e neanche la difesa appare all’altezza di quella degli anni passati. Le due ultime vittorie hanno dato, tuttavia, uno slancio importante alla squadra. Di contro, il Neuchatel, con il suo presidente Brida, ex ds Lazio, è al settimo cielo per essere attualmente al di fuori della zona retrocessione. Il Max è comunque un po’ come Preziosi: prende giocatori, li scambia, li vende, li reinveste, li compra, li da in prestito, li monetizza. Insomma con loro fa tutto. E intanto, come dice lui, impara. Chissà che la lega non abbia trovato un nuovo Magosso…

Borussia M (non scrivo il nome, troppo complicato) e Pachuca dividono la piazza a 19 punti, quella dei playout tanto per capirci. Entrambi assenti nell’ultima sessione di mercato, avrebbero bisogno sicuramente di qualche ritocco per vivere una seconda parte di stagione in tranquillità. C’è comunque da dire che Caprari da una parte e Armenteros dall’altra hanno vissuto una cessione che potrebbe essere oro colato per le due squadre e potrebbero diventare armi importanti per la lotta salvezza.

In difficoltà lo zio con il suo Gent a 16 punti. Manfrin rivive gli incubi delle quattro (o cinque) retrocessioni consecutive e cerca in tutti i modi di portarsi verso una nuova soffertissima salvezza. Strana squadra quella dello zio: non è che non segna, i gol li fa eccome! Ma poi come dice il presidentissimo “el suga in 8” e perde i vantaggi acquisiti. D’ora in poi bisogna giocare in 11 se non si vuole ritornare nel baratro.

Delusione totale sono Napoli a 15 punti e Borussia Dortmund a 10 punti. La squadra partenopea guidata da uno sconsolato Corradi ha visto ben sei 0-0 ed un girone di andata tragico, con una grossa perdita del valore della rosa. Il presidente mantovano spera in una rinascita, che prenda spunto dall’ultima vittoria contro il Pachuca. Se no son cazzi.

Peggio (sempre se può andare peggio) va al Dortmund di un confuso Avesini e di un desaparecidos Sorietto. Lontani sembrano i tempi di un Dortmund vicino allo scudetto, vera sorpresa dello scorso anno. Però utlimamente qualcosa sta cambiando: i difensori dell’Atalanta che si ricordano di prendere bei voti, Rabiot che si ricorda come si gioca a calcio e un Petagna che nonostante tutto segna. Servirà pazienza e fortuna per risalire. Ma sono arrivati Cutrone e Politano, due che sanno trascinare le squadre alla vittoria. E poi il mago lo ha detto: “Atti, ti bastano due vittorie e due acquisti”. Quindi il Dortmund è a posto.

Appuntamento alla prossima.. quando? Beh quando il Napoli vincerà ancora.


art.42 - 15 ottobre 2019

IL PUNTO SUL CAMPIONATO: SAPRISSA E RIVER ON FIRE, BORUSSIA CHE SUCCEDE?

C’eravamo lasciati con delle previsioni, con delle considerazioni e con le solite chiacchiere da bar. Però ve l’avevamo detto: erano, appunto, solo chiacchiere. Ed infatti molti dei nostri pronostici sono stati ampiamente smentiti.

Cinque giornate, seppur poche in confronto alle restanti 29 che ci aspettano, hanno messo in luce una situazione su cui neanche il più pazzo degli scommettitori avrebbe puntato.

Certo è che uno guarda la classifica e gli sembra di fare un tuffo nel passato. In testa ci sono, infatti, ancora loro, i due playboy dell’est veronese Damini e Leaso che proprio nell’ultima giornata hanno raggiunto la vetta. Un solo passo falso contro il Benfica, ma per il resto vittorie, vittorie e vittorie. Con la loro solidità si candidano nuovamente a futuri campioni.

Ciò che colpisce di più e che fa pensare una frase del tipo “ma che cazzo sta succedendo?” è vedere che l’attuale compagno di avventure del Saprissa è il River del previdentissimo Veratti, snobbato a più riprese agli inizi ed ora temuto più della peste. Urlate pure al ritorno del bonus presidenza, ma le 4 vittorie su 5 del River regalano emozioni al presidente recentemente retrocesso col suo Steaua. E lasciatecelo dire: nonostante la rosa non sia piena di top player, il primo posto attualmente è meritato.

Sorniona e spavalda, la Samp pare essersi ripresa le luci della ribalta, dopo qualche stagione altalenante (anche se due anni fa sfiorò lo scudetto). Magosso e la sua politica giovanile (potrebbe esserne ministro!) sta raccogliendo grandi frutti. Tuttavia, sa benissimo che il fattore crisantemo è fondamentale per rosicchiare punti anche nelle situazioni più disperate. E così, nell’ultima giornata, da una possibile sconfitta si è passati ad un pareggio preziosissimo, ottenuto al fotofinish con il punteggio di 66. Sembra che la fortuna giri dalle parti di Genova quest’anno…

Torna prorompente anche il Chernomorets, dopo una estate a piangere per i possibili addii di Dybala e Douglas Costa e dopo essersi lamentato per un mercato indecente che indecente non è assolutamente. Frattesi sta facendo volare il centrocampo della squadra dell’est Europa, ma questo non sembra bastare al Fetta, che vuole tenersi lontano dalla chat e da tutte le macumbe che, secondo lui, gli vengono tirate ogni secondo. E, nel suo piccolo, medita l’addio, magari con un ultimo scudetto.

Sorpresone sono anche Benfica e Torpedo, in barba a chi li ha votati in B. Cinquino, dopo aver detto addio alla Lazio, ha raggiunto una serenità inaudita. Si è arreso solo alla valanga Cherno, ma ha già fatto fuori AEK ed i campioni del Saprissa ed ha strappato un punto anche alla Samp. L’avevamo detto: questo Benfica non è fatto per rimanere indietro, ma per volare e sognare.

A 10 punti come Cinquino e Sorio c’è anche il Torpedo, rallentato solo dallo scontro fratricida con il River. Vele spiegate per Edu che non perde mai il sorriso e la verve che lo ha sempre contraddistinto. Gli altri possono pure pensare alla squadra russa come ad un materasso ad acqua, ma appena si tuffano, scoprono che l’acqua in realtà è pietra. Ne sa qualcosa il QPR, caduto sotto le giocate di Gomez.

Proprio il QPR condivide i 7 punti con Newcastle e AEK, lo stesso trio che tre anni fa divideva a fine campionato le prime tre posizioni. E sono anche mezze delusioni dato la portata delle rose allestite. Poi, però, bisogna fare delle differenze.

Perché se al Nando non gira Piatek (e si che il Mago è stato chiaro: vendilo!), se l’AEK soffre un centrocampo sottotono, la stessa cosa non si può dire per Mazzi, in ritiro spirituale ed in attesa del primogenito. Il Newcastle segna tanto, ma così fanno anche i suoi avversari: bene le zero sconfitte, ma meno bene i quattro pareggi, una maledizione interrotta solo dalla vittoria (questa si) striminzita contro il Leicester. Quindi in pratica zero sconfitte per gli inglesi che possono essere più rilassati del QPR, senza Zapata per almeno tre settimane, e dell’AEK, con i fratelli Marchesini che non sanno più come fare a raggiungere titoli.

Avanti, piano piano, Huracan, Pachuca e Neuchatel con 6 punti in saccoccia. Per gli argentini di Vicentini forse non un grande risultato, ma per Pachuca e Neachatel è una manna da cielo. Il vice non contento della propria squadra può però godersi un bell’Higuain tornato meno gordo e più macchina da gol, anche se la prima vittoria dopo tre pareggi ed una sconfitta né arrivata all’ultima giornata contro il Pachuca. Il Vinny era partito a razzo nelle prime tre ottenendo tutti e 6 i suoi attuali punti, ma poi ha conosciuto una flessione anche fisiologica. Ed ora pare sia tornato a giocare per amicizia. Grande, anzi grandissimo Brida che in sordina si accaparra due vittorie, l’ultima prestigiosissima contro l’AEK. Il suo attacco fatto di reietti e rinnegati lo sta trascinando fuori dalla lotta per non retrocedere e lui è al settimo cielo, anche se non perde l’aplomb.

Un punticino più sotto Gent e Napoli. Il Gent proprio c’è affezionato alle ultime posizioni, quelle dove si soffre, dove non un punto perso è una condanna a morte. E si che era stata raggiunta una certa continuità con due pareggi ed una vittoria, ma le quattro sberle subite dall’Oldham suonano come i colpi di Ken il Guerriero.

E li, sempre a 5 punti, gira anche il Napoli, da tutti osannato e perculato per il suo attacco atomico, che è esploso in una sola partita. Deludente davvero la squadra partenopea, attualmente proprietaria della seconda peggior media di fantavoto e vittoriosa in un solo match, tra l’altro frutto di una partita regalata. Una sola parola: sveglia!

A quattro punti c’è il Leicester: maledetta quella spiaggia di Bellaria dove con una stretta di mano il povero Cantone passò tutta la sua fortuna ad Atti (che però ha già sperperato questo vantaggio!). La squadra inglese non ha più lo spirito di un paio di stagioni fa. Cantone da la colpa a chi lo ha gufato fino ad oggi, impedendo ai suoi gioielli di brillare come dovrebbero.

Si stacca dall’ultima posizioni l’Oldham dopo quattro sconfitte di fila. Clamorose le 4 pere rifilate allo zio, nonostante (e Dalli Cani continua a dirlo) l’assenza ingiustificata di Coda sul gabellino dei marcatori. Tre punti, dicono dal centro assistenza pc, sono anche pochi, ma comunque un inizio per una scalata verso la salvezza.

Poca trippa per gatti, o meglio per i due Borussia in questo inizio. Rizzi ha scelto il nome per vedere se fosse quello a portare fortuna (più facile sia il gelataio matto a portare sfida). Eppure nemmeno lui riesce a staccarsi dalle posizioni in fondo classifica, buttando via vittorie possibili come quella contro il Napoli nell’ultima giornata, che si è tragicamente tramutata in un pareggio a reti inviolate.

Segue come fanalino di coda (non quello dell’Oldham) il Dortmund, neanche parente e ben oltre i 6 gradi canonici di parentela di quello dello scorso anno. Quattro sconfitte ed un pareggio, questo che sembrava vittoria prima delle parole di crisantemo Magosso. Ma il presidente Avesini, tra sfottò e minacce di dimissioni del ds Sorietto, non si scoraggia ed espone una sacrosanta verità: “i conti si fanno sempre alla fine”!

 


art.41 - 15 settembre 2019

BENTORNATO CAMPIONATO!
E’ stata una estate impegnativa: la lunga decisione su quando fare la festa scudetto, il classico
match di calcetto con 40 gradi e oltre, l’aggiunta di due squadre che hanno messo sul mercato
nuovi fondi e, soprattutto, il galà del venticinquesimo anno, fatto in una villa stupenda e durato
per ben due giorni.
Da quel famoso 6-7 luglio sono passati due mesi fatti di sfottò e di zizzanie, di scambi di opinioni
e di depistaggi, di agitazione e di nervosismo. Finalmente, possiamo dirlo, il 7 settembre si è
svolta l’asta del fantacalcio, una delle più lunghe della storia della Taverna94, merito (o colpa) di
un sistema innovativo che ha allungato i tempi. E poi, stanchezza, priorità al cibo, errori nei calcoli
e diversità di vedute hanno fatto il resto, rendendo la giornata snervante e più stancante di una
tappa in salita del giro d’Italia. Il tutto sotto l’occhio social, una delle novità di quest’anno.
Ma il risultato quale è stato?
Noi come redazione abbiamo fatto alcune considerazioni e le abbiamo confrontate con quelle del
presidente dall’huracan Vicentini e con tre ds, cioè Sorio del Borussia Dortmund, Marchesini
dell’AEK e Leaso dei campioni in carica del Saprissa.
In generale, concordiamo con le parole del ds Sorio: “vedo, innanzitutto, un campionato livellato
verso l’alto. Si, c’è qualche squadra che ha qualcosina in più, ma esiste quest’anno un equilibrio
maggiore, con team molto bilanciati. AEK, Dortmund, Chernomorets, Leicester, Huracan, Napoli,
Newcastle, QPR, Samp, Saprissa sono tutte molto forti”.
Detto questo, vediamo, secondo la nostra opinione, di dividere questo primo campionato a 18
squadre in tre blocchi.
Nel primo, quelle delle nostre favorite, mettiamo AEK, QPR, Newcastle, Saprissa, Sampdoria e
Leicester.
L’AEK può contare, innanzitutto, su una difesa molto forte e con una tendenza molto forte alle
marcature. Kolarov e Mancini li conosciamo tutti, Acerbi e Brosco sono altri difensori che possono
garantire bonus molto importanti. A centrocampo, invece, sembra esserci stato un piccolo paso
indietro, dove i soli Rog e Dezi sembrano garantire una certa continuità. Questa apparente
debolezza ha nel passaggio di Zaniolo come trequartista e negli sforzi per prendere Lukaku una
spiegazione. Il passaggio di Zaniolo come trequartista, inoltre, rende un pochino problematica la
scelta tra lui e Under. L’attacco con Belotti e Lukaku, inutile dirlo, fa paura. L’AEK è messa in cima
alla lista delle pretendenti allo scudetto dal ds Leaso: “AEK è una delle squadre superiore alle
altre” ha dichiarato il campione d’Italia. L’attacco fa parecchia paura al presidente dell’Huracan
Vicentini: “anche se non segnano, quei due prenderanno sempre bei voti”. Sempre Vicentini ha
sottolineato il fatto che “avere il portiere della Juve è come avere un ulteriore bomber in casa”.
Il QPR è un’altra delle nostre favorite. La sua squadra è equilibrata in tutti i reparti, con giocatori
dagli ottimi voti e soprattutto con un attacco stellare: Zapata e Piatek sono due assi insostituibili.
Soriano e Ninkovic sono, inoltre, due trequartisti che non comporteranno scelte sanguinose, in
quanto buoni giocatori ma non fenomeni (vediamo più dura scegliere ogni domenica tra Zaniolo e
Under) ed il centrocampo può contare su due colonne come Ruiz e Zielinski. Il ds dell’AEK
Marchesini vede il QPR “come un outsider”, mentre Vicentini elogia tutti i reparti della squadra
inglese. Ha qualche riserva invece il ds Sorio, che si dice “non convinto dal centrocampo della
squadra inglese”, ma che comunque “auspica che arrivi in fondo perché dopo anni di lotte se lo
meriterebbe”.
Il Newcastle appare una squadra molto vicina a quelle reali che lottano per vincere la Champions.
Tanti giocatori forti in tutti i reparti, con l’attacco a farla da padrone e che comporterà scelte
difficili ogni fine settimana. Detto che l’unico insostituibile è, ovviamente, Ronaldo, Lasagna, Joao
Pedro, Ilicic, Vido e Ciano, in aggiunta a Suso e Verdi come trequartisti, formano un parco
offensivo da paura, sorretto da un portiere affidabilissimo come Handanovic e da una difesa
impenetrabile con Manolas, De Vrij, Izzo e Ghoulam. Il centrocampo è forse quello meno
all’altezza, ma i giocatori di serie B presi hanno mostrato cose egregie nelle stagioni passate.
Anche qui, come per l’AEK, sarà dura scegliere un trequartista da affidare l’appoggio alle due
punte (difficile immaginare il Newcastle tenere tutti quegli attaccanti in panchina).
Il Newcastle è messo in cima alle preferenze da Vicentini, da Marchesini e da Leaso.
Il Saprissa vive questa stagione da campione in carica ed è stata impressionante la sua
tranquillità in sede di mercato, quando si è aggiudicato la maggior parte degli obiettivi prestabiliti.
Danilo, Caldirola, Schone, Viola, Di Francesco, Iago Falque e Ricci erano tutti segnati sul taccuino
del presidente Damini e del ds Leaso. Anche qui troviamo una squadra molto equilibrata, magari
senza colpi altisonanti ma con certezze in ogni reparto. Così il ds dell’Huracan: “centrocampo e
attacco ottimi, Damini e Leaso ci vedono sempre lungo e non sbaglieranno neanche quest’anno”.
Marchesini mette il Saprissa tra le favorite per lo scudetto, mentre va leggermente controcorrente
il ds Sorio: “vedo un piccolo passo indietro per i campioni, mi aspettavo qualche colpo più
deciso. Vedremo.”.
La Samp continua il suo lavoro con i giovani. Ha messo a segno un colpo importante con Sensi
ancora a giugno (pagato 30 milioni) che ora come ora sembra l’acquisto dell’anno. In sede di asta,
ha operato con sapienza e con tranquillità, portandosi a casa Becao, Kulusevski, Jony, Luis
Alberto e Scamacca. Pur senza grandissimi nomi, la squadra intriga parecchio, visto che ci
troviamo di fronte a 27 potenziali titolari e a giocatori che portano molti bonus. Ora tocca al Mago
non sbagliare le scelte in sede di formazione. Così Vicentini: “la squadra del Mago mi piace
parecchio. Vabbè che negli ultimi anni mi è sempre piaciuta, ma quest’anno con Scamacca e Luis
Alberto ha fatto un passo in avanti importante”.
Ultimo, ma non per importanza, di questo terzetto è il Leicester di un sempre più affermato
Cantone. Il presidente di Villafranca ha saputo costruire nel tempo, con saggezza e lucidità, una
squadra ostica, in grado di dare filo da torcere a chiunque e capace di poter puntare alle prime
posizioni in classifica. La base era già solida, con gli acquisti di Criscito e la scommessa (per ora
vinta) Castrovilli acquistati a giugno e con i senatori Romagnoli, Bonifazi, Mandragora, Orsolini e
Veretout e con il giovane Pinamonti, altro acquisto apparentemente azzeccato. A questi si sono
aggiunti Godin, Rincon, Gervinho e Balotelli. Non a caso è ritenuto una possibile sorpresa anche
da Vicentini: “Cantone ha una bellissima squadra e se tutti dovessero fare il loro dovere arriverà
tra le prime tre”. Così invece Marchesini: “il Leicester ha operato molto bene sul mercato e può
essere la sorpresa del campionato, sempre che la rinomata sfiga del presidente Cantone non lo
freni”. Parole al miele anche dal ds Leaso: “Il leicester ha una squadra che può tranquillamente
giocarsela”.
Il secondo blocco di squadre vede Borussia Dortmund, Chernomorets, Huracan, Napoli e Benfica.
Il Dortmund, dopo la straordinaria stagione dello scorso anno (arrivata quarta da neopromossa),
ha rinforzato notevolmente la squadra. La collaborazione tra il presidente Avesini ed il ds Sorio sta
dando pian piano i suoi frutti, anche se ci vuole tempo per tornare ad essere delle corazzate,
come lo era il vecchio Ipswich. Skorupski, Mora, Obiang, Khedira, Ramsey, Rabiot e Lozano
vanno ad aggiungersi ad un parco giocatori molto valido che potrebbe confermare le buone cose
fatte vedere lo scorso anno. Ha qualche riserva, però, il presidente dall’huracan: “Il Dortmund ha
un gran bel centrocampo, ma ho qualche dubbio sul reparto offensivo, visto che Petagna si deve
confermare e non so quanto Lozano giocherà”.
Bene anche il Chernomorets, anche se molto probabilmente non è ai livelli dei tre scudetti vinti nel
recente passato. Rinforzate tantissimo difesa e centrocampo, con Cistana, Sala, Darmian,
Frattesi, Tello, Leiva, Allan e Malinovsky, i più grandi punti di domanda guardano al reparto
offensivo, dove con il Dybala attuale le soluzioni sono risicate. Inglese e Simy devono sorreggere
la squadra a suon di gol e vedremo se ci riusciranno. Sulla stessa linea il ds Sorio del Dortmund:
“al Cherno, che ha una squadra forte, manca l’attacco. Deve basarsi su Inglese e Sim, visto che
Dionisi e Cornelius sembrano solamente due ripieghi”.
L’Huracan di vicentini ala squadra che all’asta si è presentata con più soldi di tutti, frutto delle
numerose vendite operate a giugno (Zapata e Caputo su tutti) e degli svincoli dettati dagli infortuni
(vedi Pavoletti). Il presidente della squadra argentina si è trovato nella condizione di doversi rifare
quasi completamente il look ed ha operato abbastanza bene in una situazione molto difficile.
Iacoponi, Denswil e Bettella vanno a rinforzare la difesa, mentre a centrocampo sono arrivati su
tutti Jajalo, Castagnetti, Bartolomei e Nandez. L’attacco, con già Defrel entrato nll’operazione
Zapata, ha visto l’arrivo del pipita Higuain. Pareri discordanti sono stati dati dagli intervistati. In
particolare, due ds hanno parecchie riserve sulla squadra, mettendo l’Huracan tra le possibili
delusioni. Il ds Marchesini: “considerando l’ottima squadra dello scorso anno e il budget a
disposizione, mi ha deluso il mercato del Huracan. Molte scelte di mercato non le ho capite e
penso farà fatica a raggiungere un piazzamento per l’Europa. Il fattore C, però, può fare la
differenza, e non per niente stiamo parlando del cosiddetto Huracul”. Così, invece, il ds Leaso:
“potrebbe rischiare qualcosa l’Huracan, non in termini di retrocessione, ma dal punto di vista delle
prestazioni e dei piazzamenti. Audero pur essendo un ottimo portiere, non garantisce tranquillità
quest’anno e potrebbe far perdere parecchi punti alla squadra”.
Anche il Napoli del presidente Corradi ha venduto parecchio in estate. Sono stati ceduti, infatti,
tra gli altri, Bentancur, Saponara, Andersen (poi emigrato), Sensi, De Paul, Okaka e Simeone. Gli
investimenti, tuttavia, ci sono stati, con gli arrivi su tutti di Caputo e Traorè. In sede di asta la
difesa è stata notevolmente rinforzata con Pajac, Barreca e Lirola, mentre in attacco è arrivato il
solo Moreo. A centrocampo si sono concentrate le difficoltà maggiori, con acquisti last-minute,
frutto anche di feroci polemiche, che hanno garantito l’arrivo di Valzania, Locatelli ed Hernani.
Ecco cosa ha detto sulla squadra il presidente dall’huracan: “L’attacco del Napoli è da squadra
top se va bene. Il centrocampo non ha il giocatore bomber e questo potrebbe penalizzarla”.
In questo blocco abbiamo messo anche il Benfica, nata sulle ceneri della Lazio, e che bene ha
fatto nel mercato di giugno, quando ha portato a casa gente come Cristante e Lazzari che si sono
uniti ai già presenti Kouamè, Correa, Bonaventura e Brozovic. In sede di asta, ecco gli arrivi di
Zappacosta, Masiello, Zaccagni e Rebic. Nel complesso la squadra, pur senza fenomeni sulla
carta, è parecchio equilibrata e completa in tutti i reparti, incluso il portiere, dove è arrivato Pau
Lopez. Vicentini sottolinea un aspetto: “Cinquino ha preso Rebic a pochissimo, è stato l’unico a
crederci: se gli gira bene, così come Kouame e Correa, potrebbe raggiungere una salvezza
tranquilla”.
L’ultimo blocco vede le squadre che secondo noi si giocheranno la salvezza. Sono Borussia
Monchengladbach, Gent, Neuchatel, Oldham, Pachuca, River Plate e Torpedo.
Il Borussia M. (più facile da scrivere così), dopo aver blindato il gioiellino Chiesa, si è messo in riga
per creare una squadra che potesse non dipendere dal solo trequartista italiano, ma che
possedesse molte più frecce al proprio arco. Sono arrivati, a suon di imprecazioni, Klavan, Tonali,
Ribery, Sanchez e Caprari, giocatori che potevano benissimo stare in altre squadre più quotate.
Con la fortuna giusta, Rizzi potrebbe essere il favorito alla salvezza. Anche se le troppe pedine in
attacco potevano essere risparmiate per investire ancora di più su altri reparti. Sulla stessa linea
d’onda è il ds Sorio, che parla addirittura di sorpresa: “Rizzi ha una squadra non male con un
buon centrocampo e che può puntare ad una salvezza tranquilla”. Marchesini invece prevede un
“campionato complicato” per il Monchengladbach. Anche Vicentini non è convinto della squadra
di Rizzi: “Ha sbagliato qualcosa prendendo 7 attaccanti con 2 trequartisti di primo livello”.
Il Gent, dopo il campionato sfortunato dello scorso anno, che lo ha visto con una fantamedia
altissima, ma con un piazzamento appena al di sopra della zona playout, ha risentito della
stanchezza post-prandiale e post-bevuta con i fratelli Marchesini ed a parere nostro non è riuscito
a rinforzare la squadra, pur avendo le capacità economiche per farlo. Gli arrivi di Asamoah,
Tomyasu, Kjaer, Ceravolo e Ardemagni non sembrano all’altezza della passata stagione. Nota di
merito va data alla trequarti, che è stata completata con gli acquisti di Boga e Mkhitaryan, che
potrebbero letteralmente spaccare le partite. La squadra comunque piace a Vicentini: “lo zio ha
costruito una squadra discreta. A centrocampo ha certezze come Freuler, Castro e Fofana. La
trequarti però deve sostenere l’attacco che è un po’ povero”. Più cattivo il ds Sorio: “Vedo male il
Gent, nonostante gli ottimi trequartisti. Attacco e centrocampo hanno pochissimo di qualità, la
difesa invece non è male, ma non ci si salva solo con le difese”.
Il Neuchatel è una delle due squadre che da quest’anno ci hanno permesso di passare a 18 team
nella lega Taverna94. Il suo giugno è stato fenomenale: ben poche volte si è vista una squadra
operare così tanto in periodo estivo, con quasi 20 giocatori acquistati. Uomini di punta sono De
Sciglio, Gosens, Maksimovic, Poli, Ghezzal e Kluivert. In attacco sono stati acquistati giocatori in
cerca di riscatto come Simeone, Okaka, Nestorovski e Lapadula. Proprio attorno a questi
gireranno le chances salvezza della squadra di Brida, sempre col sorriso sulle labbra. Pochi
vedono comunque una stagione tranquilla per la squadra svizzera, a partire dal presidente
Marchesini e dal ds Leaso. Il ds Sorio si esprime così: “mercato casuale iniziato a giugno”.
L’Oldham è l’altra new entry del 2019, costruita dal presidente Dalli Cani e dal ds Porceddu. Si è
presentata col botto, grazie all’acquisto di Immobile. Feroci sostenitori della teoria degli
attaccanti, cioè che siano i principali responsabili dell’andamento della squadra, in sede di asta
hanno portato a casa anche Coda, consentendo la costruzione di un attacco sulla carta di prima
fascia. In squadra vantano anche Radu, Parolo e Kessie e non hanno trequartisti. La presenza di
molti giocatori comprimari potrebbe essere un’arma a doppio taglio. Detto che potenziali titolari
sono andati verso altri lidi, Dalli Cani e Porceddu sono stati bravi nello scovare giocatori che
potessero mettere una toppa a centrocampo ed in difesa. Ma dal loro rendimento dipenderanno le
sorti della squadra, che noi non vediamo attualmente di buon occhio. Brutte le impressioni anche
del ds Sorio: “attacco forte ma nulla cosmico in difesa ed a centrocampo. In porta ha due portieri
poco affidabili per le squadre dove giocano”. Anche Vicentini ci va giù pesante: “vedo poco oltre
l’attacco. Se non girano quei due davanti può salutare la serie A”.
Il Pachuca è nato dopo l’accantonamento del progetto City, con un Vinny volenteroso di
ricominciare con una squadra nuova dopo anni di sofferenza, con obiettivi sempre raggiunti.
Eppure, dirà il Vinny, “quest’anno è stata più dura dello scorso in termini di mercato”. In estate
sono arrivati Hateboer e Bruno Alves, al mercato settembrino sono stati acquistati, invece, Zapata
C, Bennacer, Boateng e Pedro. Come nel caso del Monchengladbach, anche qui troppi attaccanti
comprati, con fondi tolti ad alti ruoli che potevano essere rinforzati molto di più. Vicentini non ha
peli sulla lingua: “il Vinny ha sbagliato tutto. Ha preso 8 attaccanti, un numero inutile. Spalek
come trequartista è veramente molto discutibile. Ha pochi difensori e pochi centrocampisti.
Secondo me non vede l’ora arrivi novembre”. Anche Leaso mette il Pachuca tra i possibili
retrocessi.
Il River Plate è stato fondato dopo la retrocessione dello Steaua, condannato dalla doppia di
Felipe. Biraghi, Bonucci, De Ligt, Candreva, Schenetti e Dzeko sono gli uomini di punta della
squadra, costruita con l’obiettivo di centrare una salvezza per poi ripartire con traguardi sempre
più prestigiosi. Tuttavia, nonostante un attacco da non sottovalutare, la difesa ed il centrocampo
non hanno quella completezza richiesta per vivere un campionato tranquillo. Vicentini: “Il Vera ha
fatto una squadra tra mille difficoltà di organizzazione. E se ne vedono i risultati”. Il ds Sorio fa una
disamina più completa: “Il River ha fatto l’errore di comprare De Ligt. Non doveva prenderlo e
investire quei soldi per rinforzare il centrocampo, che non mi sembra all’altezza della situazione.
De Ligt è veramente in più e addirittura io avrei venduto anche Bonucci”. Di diverso avviso è
Marchesini: “il presidentissimo ha fatto una signora squadra considerando anche che è una
neopromossa. Sono sicuro che il presidente saprà rinascere dalla ceneri e raggiungere una
salvezza tranquilla, probabilmente con un piazzamento in Europa”.
Il Torpedo, dopo la splendida salvezza dello scorso anno e le finali in supercoppa di lega ed in
Europa, è pronto a vivere un’altra stagione fantastica, ma per noi le premesse non sono
eccezionali. Gli acquisti di D’Ambrosio e Samir in difesa e di Stulac e giocatori di basso livello a
centrocampo non sembrano poter far rivivere le stesse emozioni a Veratti Sr. Consideriamo,
inoltre, che parte della squadra si basa su squadre di A che giocano per non retrocedere. Bene,
tuttavia, la conferma di Gomez e l’acquisto di Muriel, che potrebbero trascinare la squadra.
Vicentini si esprime così: “Edu ha una difesa imbarazzante, da angoscia; il centrocampo è appena
sufficiente, mentre il trequartista e l’attacco conta su gente importante”. Così invece il ds Sorio: “Il
Torpedo non ha fatto una brutta squadra: prendere Muriel per una neopromossa non è male.
Vedremo”.
Finita questa analisi, che speriamo scateni diverse discussioni, non ci resta che augurare un buon
campionato a tutti!  

 

 

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